Immagine
 Il sito web... di Marco Poli
 
gli ho detto che nel centro di Bologna
non si perde neanche un bambino...

Lucio Dalla, Disperato erotico stomp
” 
 
\\ Home Page : Articolo
Il podestà imbroglione al quale strapparono i denti
 Marco Poli (del 19/09/2011 alle 18:35:30, in Articoli , visitato 1911 volte)
Dal 1150 circa il Comune di Bologna fu governato da un “podestà forestiero”, un non bolognese chiamato alla guida del Comune per un periodo di tempo limitato. Il podestà doveva essere uno “straniero” per garantire di essere “super partes”, cioè di non schierarsi a favore o contro una delle parti sociali e di rimanere imparziale in occasione di controversie. Soprattutto, dovendo amministrare anche la giustizia, aveva l’obbligo di attenersi esclusivamente alle leggi, senza cedere ad alcuna pressione.
Per “straniero” si intendeva proveniente da una città lontana qualche decina di chilometri. Anche molti bolognesi furono chiamati da altre città per svolgere questo ruolo. Dopo il vescovo Gerardo Gisla, che fu podestà fino al 1193, nel 1195 fu chiamato il pistoiese Guidottino. Come il vescovo Gisla, che fu cacciato dal popolo, anche Guidottino non concluse il suo mandato perché il popolo si ribellò, lo costrinse alla fuga, lo inseguì, lo catturò e gli strappò i denti. Un’altra cronaca riferisce che gli furono “cavati gli occhi”. Anche sui motivi della cacciata le versioni delle cronache non sono concordi. L’accusa che gli fu mossa fu quella di aver deciso forti aumenti delle tasse; altra cronaca sostiene che furono le famiglie potenti - quelle che lo avevano chiamato - a denunciare le sue malversazioni e le gravose imposte che aveva fissato.
Dopo il ritorno a Pistoia del malconcio Guidottino, il Comune di Bologna aprì un’inchiesta sul suo operato: si scoprì che non solo si era impossessato del denaro pubblico, ma aveva organizzato furti di legna e di grano, merce che nottetempo prendeva il volo dopo essere stata caricata su carri. Addirittura si accertò che aveva sottratto dai mulini del Savena anche delle pesanti mole di pietra che servivano a macinare il grano. Di Guidottino non si seppe più nulla. Ma riteniamo che la sua carriera di podestà si sia conclusa a Bologna.
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa


COMMENTI
A causa di eccessive intrusioni di fastidiosi "spammer", ho dovuto disabilitare i commenti, almeno per un certo periodo. Al momento, se desiderate mandarmi un messaggio, utilizzate l'indirizzo di posta elettronica marcopoli[chiocciola]marcopoli.it, comunicandomi eventualmente se volete che il vostro scritto venga comunque reso pubblico in calce all'articolo a cui si riferisce. In tal caso provvederò io stesso a inserirlo manualmente. Grazie.
Ci sono 47 persone collegate

< maggio 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Agenda Conferenze (1)
Articoli (112)
Articolo (4)
Biografia (1)
Cose d'altri tempi - Rubrica del Resto del Carlino (9)
Curiosità petroniane (8)

Raccolti per mese:


Gli interventi più cliccati

Gli ultimi commenti:

Gent.mo dott. Poli, per conto dell'Ass...
16/02/2012 alle 16:45:01
 Mauro Marroni

Ricordo che da studente, negli anni 60...
08/02/2012 alle 01:12:14
 Aristide S.

Posso assicurarle che nell'interrato e...
15/01/2012 alle 21:06:16
 Anna Domenica Toffenetti

Buonasera. Vorrei sapere se il superme...
13/01/2012 alle 14:43:45
 Adele









24/05/2019 @ 01:05:08
script eseguito in 75 ms


Area Riservata