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Il medico bolognese che scoprì le virtù miracolose del caffè
 Marco Poli (del 07/01/2012 alle 10:16:20, in Articolo, visitato 1928 volte)
Angelo Rambaldi, medico bolognese nato nella prima metà del Seicento, nel 1691 pubblicò, presso lo stampatore Longhi, un libretto di 70 pagine dal titolo “Ambrosia arabica, ovvero della salutare bevanda cafè”. Di Rambaldi, del quale non si hanno particolari notizie biografiche, sappiamo che intraprese dei viaggi in Africa, che era sposato, che era medico e che considerava il caffè una bevanda quasi miracolosa per i benefici effetti sulla salute. E queste sue convinzioni volle trasferirle nel libro che pubblicò nel 1691.
Per sostenere le sue tesi si avvalse di testimonianze di viaggiatori, come quello che gli narrò che l’abate di un convento nello Yemen fece bere il decotto di caffè ai monaci con l’effetto che essi “stettero desti tutta la notte e pronti ad assistere a tutti i divini uffizi”.
Tuttavia, ben altri - secondo Rambaldi - erano gli effetti benefici del caffè, specialmente se bevuto caldissimo: “corroborava lo stomaco, asciugava le catarratte, preservava dai calcoli e dalla podagra, raffrenava gli isterici e sollevava gli idropici, apriva copiosamente le urine e le purghe alle donne, aiutava le gravide, preservava dalle febbri”, e faceva dimagrire. Sostenne anche che “bevuto caldo, imbianca i denti”.
Angelo Rambaldi, che quando scrisse il libro disse di essere “più che settuagenario”, affermò di bere caffè da 36 anni con piena soddisfazione e di aver sentito il bisogno di spiegare non solo le virtù della “ambrosia arabica”, ma anche le tecniche per la torrefazione e per la preparazione della bevanda.
Una delle tesi che confutò con forza fu l’affermazione che il caffè “smorzi i sensi di Venere”: scrisse che, anzi, era un potente afrodisiaco e che egli stesso ne era testimonianza vivente poiché “con la prima moglie son sempre stato fecondo e con la seconda, dopo gli anni settanta di mia vita, ho già avuti due figli maschi e fra quattro mesi aspetto il terzo”.
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