Immagine
 Il sito web... di Marco Poli
 
et discrepant in loquendo
Bononienses Burgi Sancti Felicis
et Bononienses Stratae Maioris.

Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia, liber I, cap. IX
” 
 
\\ Home Page : Articolo
Le nevicate storiche a Bologna
 Marco Poli (del 06/02/2012 alle 22:31:23, in articoli, visitato 7224 volte)
Nella settimana fra Natale e Capodanno del 1695, Bologna fu colpita da una grande nevicata accompagnata da un gelido vento di tramontana. Alcuni tetti crollarono come quello del salone del Palazzo del Podestà e subì gravi danni quello del Palazzo Comunale. I cittadini sgomberarono la neve dai tetti, ma così facendo riempirono le strade di neve rendendole impercorribili da carri e carrozze: i commercianti si trovarono impossibilitati a rifornire di merce i loro negozi.
Nelle settimane successive continuò a nevicare e ciò impedì lo svolgimento dei “corsi” di Carnevale. A fine marzo Bologna era ancora coperta di neve: si utilizzò l’acqua dei canali per eliminare i cumuli di neve con inondazioni controllate per non danneggiare le cantine che ospitavano attività artigianali per lo più tessili.
A maggio riprese a nevicare. Carestia e miseria furono le conseguenze del maltempo.
Nell’inverno 1829-1830, si ebbe la più grande nevicata mai avvenuta a Bologna; nevicò per 324 ore nel corso di 96 giorni fra il 17 novembre 1829 ed il 21 febbraio 1830. La temperatura precipitò fino a 17 gradi sotto lo zero e per quasi 60 giorni la temperatura media rimase sotto lo zero. Dopo i primi 15 giorni di nevicate erano già caduti 4,5 metri di neve.
Un’altra grande nevicata avvenne 100 anni dopo, fra il 10 ed il 14 febbraio del 1929: la neve scese per 5 giorni senza sosta, e raggiunse un’altezza di 80 cm.. Numerosi tetti crollarono e la città rimase immobilizzata per giorni. Si raggiunsero i 15 gradi sotto zero e ciò provocò la rottura di tubazioni dell’acquedotto. Scuole chiuse, case fredde per mancanza di carbone, molti negozi chiusi per l’impossibilità di approvvigionamenti, broncopolmoniti a volte letali, fratture varie a seguito di cadute.
Nel dopoguerra vi fu l’evoluzione dei mezzi di contrasto alla neve: dai 1000 spalatori assunti nel gennaio 1960, alle decine di mezzi spazzaneve.
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa


COMMENTI
A causa di eccessive intrusioni di fastidiosi "spammer", ho dovuto disabilitare i commenti, almeno per un certo periodo. Al momento, se desiderate mandarmi un messaggio, utilizzate l'indirizzo di posta elettronica marcopoli[chiocciola]marcopoli.it, comunicandomi eventualmente se volete che il vostro scritto venga comunque reso pubblico in calce all'articolo a cui si riferisce. In tal caso provvederò io stesso a inserirlo manualmente. Grazie.
Ci sono 311 persone collegate

< dicembre 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Agenda Conferenze (1)
Articoli (112)
Articolo (4)
Biografia (1)
Cose d'altri tempi - Rubrica del Resto del Carlino (9)
Curiosità petroniane (8)

Raccolti per mese:


Gli interventi più cliccati

Gli ultimi commenti:

Gent.mo dott. Poli, per conto dell'Ass...
16/02/2012 alle 16:45:01
 Mauro Marroni

Ricordo che da studente, negli anni 60...
08/02/2012 alle 01:12:14
 Aristide S.

Posso assicurarle che nell'interrato e...
15/01/2012 alle 21:06:16
 Anna Domenica Toffenetti

Buonasera. Vorrei sapere se il superme...
13/01/2012 alle 14:43:45
 Adele









13/12/2018 @ 03:45:54
script eseguito in 77 ms


Area Riservata