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Papa Lambertini, un pontefice fra Purgatorio e Inferno
 Marco Poli (del 31/03/2013 alle 20:46:11, in Articoli, visitato 1228 volte)
Il 17 agosto 1740 si concluse il conclave che elesse pontefice il bolognese Prospero Lambertini, che assunse il nome di Benedetto XIV. Fu un lungo e sofferto conclave che si protrasse per ben sei mesi e che vide contrapposti dei veri e propri partiti con propri candidati. Il partito più forte e numeroso era quello dei Borboni, mentre l’alleanza fra francesi e austriaci costituiva l’altro partito. Il candidato del partito dei Borboni fu il bolognese Pompeo Aldrovandi che sfiorò il pontificato per soli due voti. Nell’agosto del 1740 riemerse la candidatura del nostro Prospero Lambertini, che fu premiata dall’unanimità dei voti. In omaggio e come in segno di riconoscenza verso il papa che lo aveva nominato cardinale, cioè Benedetto XIII, Lambertini decise di assumere il nome di Benedetto XIV. Ma come reagì a questa inattesa elezione? Ben consapevole del peso enorme e dei rischi rappresentati dal pontificato disse di invidiare i primi papi che potevano dedicarsi interamente alla missione religiosa, mentre lui era anche capo di uno Stato, quello Pontificio. E ciò lo faceva sentire in bilico verso il Purgatorio… C’è una lettera, che inviò dopo la sua elezione al marchese Paolo Magnani, suo amico bolognese, che è rivelatrice del suo stato d’animo. Dopo aver ribadito di non aver mai cercato questa elezione e di aver operato addirittura per scongiurarla, definì il Conclave “una commedia composta di tre atti. Il primo dei quali si fa dagli uomini, il secondo dal demonio, il terzo da Dio”. A proposito della sua elezione ammise che con essa “accettava il Purgatorio in questo mondo per avere l’Inferno in quell’altro”; ma che, ritenendo grave far prolungare il conclave di altri sei mesi lasciando la chiesa senza pastore, si era affidato alla volontà di Dio. Infine scrisse che avrebbe sempre avuto Bologna nel cuore: “abbiamo mutato vestito, ma non abbiamo mutato il cuore”.
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