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I 250 anni del Teatro Comunale, Il teatro pubblico realizzato coi soldi dei privati
 Marco Poli (del 12/06/2013 alle 16:29:29, in Articoli , visitato 1147 volte)
Dopo la distruzione del sontuoso palazzo dei Bentivoglio, ordinata da papa Giulio II, i bolognesi chiamarono quell’area “il guasto”, un “vuoto” urbano che rimase tale per oltre 250 anni, fin quando fu deciso di erigere proprio lì il Teatro Comunale, un grande teatro pubblico, costruito con fondi privati.
L’unico teatro pubblico, fino alla costruzione del Comunale, fu quello allestito dal 1581 nel salone del palazzo del Podestà.
Nel XVIII secolo Bologna poteva contare su numerosi teatri, la gran parte dei quali era di proprietà di nobili e aristocratici.
Uno di questi, il teatro Malvezzi, costruito nel 1651 nella residenza dei Malvezzi (oggi, via Belmeloro, 2-4), era un teatro elegante, con 60 palchi e con le scenografie di Francesco Galli Bibiena.
Purtroppo nel 1745 rimase distrutto da un incendio: il capocomico della compagnia che aveva recitato fu accusato dell’incendio e incarcerato; poi, riconosciuta la sua estraneità, fu rilasciato.
L’aristocrazia cittadina, ritenendo che Bologna meritasse un grande teatro come altre città, decise di chiedere un preventivo per la costruzione.
Per non far gravare sulla finanza comunale la somma necessaria (20.000 scudi) il denaro fu raccolto attraverso una sottoscrizione ed altri proventi privati.
Ottenuta l’autorizzazione alla costruzione da papa Benedetto XIV, Prospero Lambertini, nel 1755 fu affidata la progettazione del teatro ad Antonio Galli Bibiena che in breve tempo fornì un modello in legno ancora oggi conservato.
I costi poi lievitarono anche per l’acquisto dell’area, il “guasto”, e fu necessaria una nuova sottoscrizione.
Finalmente, il 14 maggio 1763 il teatro fu inaugurato: l’opera rappresentata (per 28 repliche!) fu “Il trionfo di Clelia”, un testo di Metastasio musicato dal compositore tedesco Christoph Willibald Gluck (1714-1787) su richiesta degli organizzatori bolognesi.
La facciata del teatro fu completata nel 1933.
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