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et Bononienses Stratae Maioris.

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Perché Mercato di Mezzo? È il Mercato coperto!
 Marco Poli (del 16/03/2014 alle 12:20:01, in Articoli , visitato 2546 volte)
Premetto che “Mercato di Mezzo” era il nome della via che poi è stata ribattezzata col nome di Francesco Rizzoli, ed ebbe questa denominazione in quanto si trovava in mezzo a due mercati: quello di piazza Ravegnana e quello di piazza Maggiore. L’edificio adibito a mercato che si inaugurerà il 3 aprile si chiama, invece, “Mercato coperto”. Il distretto commerciale nel quale è inserito il “Mercato coperto”, da tempo, è chiamato “il Quadrilatero”. Ora, con una forzatura inspiegabile si vorrebbe denominare “Mercato di Mezzo” l’edificio da inaugurare. E’ un errore storico! Ora vediamo la storia del Mercato coperto. Nel 1877 il Consiglio Comunale decise il “trasloco” delle bancarelle che affollavano da secoli la piazza Maggiore in vista del prossimo "esercizio di una tramvia urbana a cavalli" con capolinea davanti al palazzo del Podestà e di una riqualificazione urbana che prevedeva anche il restauro degli edifici a contorno della piazza. Il sindaco di Bologna, Gaetano Tacconi, dispose lo sgombero per il giorno 8 maggio: il Consiglio Comunale approvò unanime la decisione per porre fine alla “sconcia e deturpante” presenza delle bancarelle nella piazza Maggiore e anche la stampa locale approvò con entusiasmo. Il quotidiano “La Patria” dell’11 maggio scrisse: “Finalmente il mercato delle erbe si è traslocato e la nostra bella piazza Vittorio Emanuele è libera da quello sconcio: stamani era quasi deserta. Là in fondo sorgevano solitarie le baracche degli acquaiuoli, ma anche queste si disponevano a levar le tende”. E un altro quotidiano bolognese scrisse: "Finalmente Piazza Maggiore è sgombra da baracche, cumuli di insalate e di cipolle, dai ciarlatani che vendevano il cerotto per guarire ogni male e cavavano i denti senza dolore. Ora la Piazza è vuota ed ha un aspetto maestoso". Le proteste dei 450 ambulanti furono limitate in quanto il Comune aveva promesso loro varie alternative: il nuovo “mercato di San Francesco”, uno spazio coperto da una tettoia ubicato nell’attuale via De Marchi che poteva accogliere 250 ambulanti; un’altra tettoia per i venditori di ortaggi era stata predisposta lungo la fiancata della chiesa del SS. Salvatore in via IV Novembre, un’altra nella piazzetta Caprara (davanti all’omonimo palazzo, oggi sede della Prefettura) ed infine era stato concesso il lato porticato della “seliciata di Strada Maggiore”, oggi piazza Aldrovandi. Ma la sistemazione più prestigiosa fu quella del nuovo edificio realizzato dall’Amministrazione degli Ospedali, quasi a somiglianza di una chiesa, fra via Clavature e via Pescherie con ingresso da entrambe le vie. L’immobile, scrisse “La Patria” del 20 maggio 1877, “è riuscito benissimo: nel mezzo c’è una corsia di scaffali, ove i posteggianti possono esporre la loro merce, ai lati ci sono altri posteggi e parecchie botteghe. E’ perfettamente arieggiato, selciato a pietrini… Insomma, torna a comodo e decoro della città, ad utile dell’amministrazione che l’ha eseguito, ad onore del consigliere avv. Vicini che ha ideato e presieduto i lavori”. Un complimento fu rivolto anche “al capo mastro signor Bedosti cui era stata affidata l’esecuzione dei lavori”. Nel nuovo Mercato Coperto trovarono posto circa 150 “sfrattati” da piazza Maggiore. Alle ore 15 del 20 maggio “i proprietari delle case e botteghe dei dintorni” offrirono una “refezione rallegrata da un po’ di musica” (oggi diremmo una bandiga) ai 30 operai che per completare velocemente i lavori avevano lavorato anche di notte: suonò la Banda di Borgo Panigale e al termine della manifestazione “dall’alto del Mercato coperto piovvero una quantità di foglietti di carta a diversi colori su cui leggevasi un “evviva” in versi”. Erano stati gli “erbivendoli” che in tal modo intendevano ringraziare gli operai e l’Amministrazione degli ospedali. La mattina si era svolta l’inaugurazione ufficiale con le autorità che visitarono il nuovo mercato coperto già occupato dai nuovi inquilini: c’era un grande affollamento di curiosi dentro e fuori la nuova costruzione. Tantissimi applausi e allegria. Alla fine della manifestazione fu lamentata la scomparsa di quattro portafogli. Ultimo ad abbandonare Piazza Maggiore fu il teatrino dei burattini di Cuccoli. Marco Poli
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