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et discrepant in loquendo
Bononienses Burgi Sancti Felicis
et Bononienses Stratae Maioris.

Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia, liber I, cap. IX
” 
 
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L'orologio dei bolognesi
 Marco Poli (del 27/02/2015 alle 13:17:33, in Articolo, visitato 1793 volte)
Il primo orologio pubblico fu collocato sulla torre del Capitano del Popolo (piazza Re Enzo) il 18 maggio 1356. Fu un’iniziativa di Giovanni da Oleggio che governava la città per conto dei Visconti di Milano.
Non fu certo un atto di generosità visto che a tutti i cittadini al di sopra dei 20 anni fu chiesto un consistente contributo.
Non sappiamo, però, che tipo di orologio fosse e quando cessò di funzionare. È certo, però, che da 564 anni l’orologio della torre degli Accursio nel palazzo Comunale scandisce il tempo della giornata dei bolognesi.
Il Comune di Bologna, il 17 dicembre 1444, affidò a due orefici, Giovanni di Evangelista da Piacenza e Bartolomeo di Gnudolo, la costruzione di un orologio pubblico da collocare in cima alla torre degli Accursio, decidendo pure di elevare la stessa torre di 25 piedi (circa 10 metri). Un orologio che “mostri il tempo delle ore e le ore del giorno e della notte ordinatamente”.
A far da cornice si dipinsero i quattro evangelisti e due angeli. Al di sopra un angelo in terracotta e accanto la statua della Madonna col Bambino.
La novità spettacolare fu quella di costruire un “corridoio lavorato in pietra” sul quale doveva scorrere un angelo che suona la tromba e i Magi, tutti scolpiti in legno, che “passino davanti alla Beata Vergine e rientrino nella torre per una porticella”.
Appena scomparso il carosello, l’orologio batteva l’ora. Queste figure scolpite in legno e policrome, chiamate “automi”, eseguivano anche dei movimenti.
Immaginiamo lo stupore dei cittadini quando, il 26 ottobre 1451, iniziò a funzionare l’orologio pubblico della torre di palazzo d'Accursio: un vero e proprio spettacolo che proseguì fino al 1796 quando i francesi lo eliminarono.
Ciò che restava degli automi fu ritrovato da Alfonso Rubbiani in un solaio dell’Archiginnasio: ora sono visibili a tutti presso le Collezioni Comunali d’Arte nel palazzo Comunale.
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