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et discrepant in loquendo
Bononienses Burgi Sancti Felicis
et Bononienses Stratae Maioris.

Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia, liber I, cap. IX
” 
 
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I grandi progetti dell'antica Bologna: la Piazzola
 Marco Poli (del 04/06/2015 alle 13:50:26, in Articoli, visitato 1090 volte)
Costruito, a partire dal 1201, il palazzo pubblico (Palazzo del Podestà) dove accogliere gli amministratori e le altre magistrature cittadine, il Comune decise l’apertura di piazza Maggiore abbattendo numerose costruzioni dopo aver pagato l’esproprio ai proprietari.
Fu l’inizio di una vera e propria rivoluzione urbana che pose le premesse per l’ampliamento della città che incrementò la sua popolazione da 20.000 a 50.000 abitanti nell’arco di un secolo. Ad amministrare Bologna non erano più i ceti nobiliari e magnatizi, bensì i protagonisti della new economy dell’epoca, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori soprattutto del settore tessile, notai, cambiavalute; in altre parole, i rappresentanti delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri.
Nel 1217 gli amministratori si resero conto che Bologna necessitava di un grande spazio da destinare a mercato per la compra-vendita di animali quadrupedi di grossa taglia, in grado di attirare operatori economici da altre città: il progetto fu sottoposto al parere della cittadinanza che, il 15 luglio 1219, approvò.
L’area individuata corrisponde all’attuale piazza Otto Agosto più la Montagnola. Lo sforzo finanziario per acquistare i terreni e i pochi immobili esistenti dai circa 70 proprietari, fu davvero notevole, come dimostrano gli atti notarili ancor oggi conservati. L’area, che occupava ben 17 ettari, apparve idonea sia perché decentrata rispetto all’abitato, sia perché su due lati scorrevano corsi d’acqua, il Canale Reno e l’Aposa, che avrebbero consentito sia la manutenzione igienica del Mercato, sia di dissetare gli animali realizzando degli abbeveratoi, uno dei quali ancora visibile in via A. Righi. In meno di tre anni l’area fu predisposta e si decisero i canoni di affitto degli spazi agli operatori economici.
Fu così che, a partire dal 1223, ogni sabato a Bologna funzionò il “Campo del Mercato”. Cioè, la Piazzola.
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