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Il Papa "truccato"
 Marco Poli (del 16/07/2009 alle 23:18:06, in Articoli, visitato 1664 volte)
Il 12 giugno di 150 anni fa gli austriaci abbandonarono definitivamente Bologna; il giorno dopo, 13 giugno 1859, anche il cardinale legato Milesi lasciò la città.
Fu grande festa di popolo, con sventolio di tricolori e con l’abbassamento delle insegne pontificie sull’ingresso di palazzo d’Accursio, sostituite da quelle della monarchia sabauda.
Una fatto analogo era accaduto anche nel 1796 con l’arrivo a Bologna delle truppe napoleoniche. Infatti, Napoleone decise l'abolizione dei titoli nobiliari, considerati contrari al principio di uguaglianza fra i cittadini, e di conseguenza anche gli stemmi delle famiglie gentilizie subirono la triste conseguenza della abrasione, come ancora oggi si può spesso notare. Anche gli stemmi e le insegne dello Stato Pontificio furono messi al bando a partire proprio da quello di palazzo d’Accursio.
Nell'ambito delle disposizioni che imponevano la cancellazione dei segni del potere pontificio, rientrò anche la statua di Gregorio XIII collocata sulla facciata di palazzo d'Accursio nell'ottobre del 1580. La scultura, opera di Alessandro Menganti, ritrae il papa bolognese Ugo Boncompagni che esercitò il suo pontificato dal 1572 al 1585 col nome di Gregorio XIII. Il Senato bolognese era ben consapevole che anch'essa, rappresentando un simbolo del potere temporale pontificio, avrebbe dovuto essere rimossa e distrutta. Tuttavia, dopo numerose riunioni e lunghe discussioni, emerse l’impareggiabile idea di trasformare il Papa in San Petronio: levando il triregno che la distingue per statua pontificia potrebbesi surrogarle una mitra e un pastorale vescovile. A quel punto sarebbe stato sufficiente togliere la lapide che recava la vera identità della statua e sostituirla con la scritta Divus Petronius Protector et Pater.
Così fu deciso e così fu fatto e Gregorio XIII "truccato" da San Petronio fu promosso a Patrono della città. E nessuno osò minacciare l'opera d'arte. Partiti i francesi e tornata nel 1815 Bologna sotto il Governo Pontificio, nessuno pensò a ripristinare l’originaria fisionomia alla statua che continuò ad apparire come San Petronio.
Solo nel 1895, dopo quasi cent’anni di “trucco”, Gregorio XIII tornò ad essere se stesso con la perdita del pastorale e della tiara papale, ora conservati al Museo del Risorgimento.
Ancora oggi si può leggere “Divus Petronius protector et pater”!
Marco Poli
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