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Le nevicate storiche a Bologna
 Marco Poli (del 06/02/2012 alle 22:31:23, in articoli, visitato 7683 volte)
Nella settimana fra Natale e Capodanno del 1695, Bologna fu colpita da una grande nevicata accompagnata da un gelido vento di tramontana. Alcuni tetti crollarono come quello del salone del Palazzo del Podestà e subì gravi danni quello del Palazzo Comunale. I cittadini sgomberarono la neve dai tetti, ma così facendo riempirono le strade di neve rendendole impercorribili da carri e carrozze: i commercianti si trovarono impossibilitati a rifornire di merce i loro negozi.
Nelle settimane successive continuò a nevicare e ciò impedì lo svolgimento dei “corsi” di Carnevale. A fine marzo Bologna era ancora coperta di neve: si utilizzò l’acqua dei canali per eliminare i cumuli di neve con inondazioni controllate per non danneggiare le cantine che ospitavano attività artigianali per lo più tessili.
A maggio riprese a nevicare. Carestia e miseria furono le conseguenze del maltempo.
Nell’inverno 1829-1830, si ebbe la più grande nevicata mai avvenuta a Bologna; nevicò per 324 ore nel corso di 96 giorni fra il 17 novembre 1829 ed il 21 febbraio 1830. La temperatura precipitò fino a 17 gradi sotto lo zero e per quasi 60 giorni la temperatura media rimase sotto lo zero. Dopo i primi 15 giorni di nevicate erano già caduti 4,5 metri di neve.
Un’altra grande nevicata avvenne 100 anni dopo, fra il 10 ed il 14 febbraio del 1929: la neve scese per 5 giorni senza sosta, e raggiunse un’altezza di 80 cm.. Numerosi tetti crollarono e la città rimase immobilizzata per giorni. Si raggiunsero i 15 gradi sotto zero e ciò provocò la rottura di tubazioni dell’acquedotto. Scuole chiuse, case fredde per mancanza di carbone, molti negozi chiusi per l’impossibilità di approvvigionamenti, broncopolmoniti a volte letali, fratture varie a seguito di cadute.
Nel dopoguerra vi fu l’evoluzione dei mezzi di contrasto alla neve: dai 1000 spalatori assunti nel gennaio 1960, alle decine di mezzi spazzaneve.