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Il centenario del Baglioni
 Marco Poli (del 30/05/2012 alle 09:45:26, in Articoli, visitato 1606 volte)
Il cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, era convinto che il clero bolognese avesse bisogno di una continua “formazione professionale”: solo frequentando “corsi di aggiornamento” si sarebbe risolta questa situazione che allarmava il cardinale. Ma occorrevano bravi teologi ed un seminario.
Perciò decise di acquistare l’area prospiciente la Cattedrale di S. Pietro dove sorgevano antichi edifici. Furono abbattuti e, su progetto di Alfonso Torreggiani, fu avviata la costruzione del seminario, che si concluse nel 1751 quando il cardinale Lambertini era già diventato Papa. Nel 1772 fu costruito il portico antistante che ridusse ulteriormente l’estensione della piazza S. Pietro trasformandola in una strada.
Nel 1911 il palazzo fu acquistato dal torinese Guido Baglioni che già possedeva un hotel a Bologna dove poi si insediò il Banco di Roma: all’ex seminario di via Indipendenza furono apportate le necessarie modifiche fra cui l’innalzamento di un piano, e divenne l’Hotel Baglioni, il più prestigioso albergo bolognese: oltre all’eleganza degli ambienti, al piano nobile vi è il ciclo di affreschi dei Carracci (“Storia di Europa” e “Storie di Giasone”), mentre nei locali sotterranei si possono vedere reperti romani.
Durante la seconda guerra mondiale, il Baglioni fu scelto come quartier generale del comando nazista: un esplosivo collocato dai partigiani provocò gravi danni alla facciata e all’edificio.
Al Baglioni hanno soggiornato i reali d’Italia, l’ultimo zar di Russia e Diana d’Inghilterra, i grandi divi dello spettacolo come Clark Gable, Ava Gardner, Brigitte Bardot, Humphrey Bogart, Federico Fellini, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Beniamino Gigli, Louis Amstrong, Vittorio De Sica.
Anche se oggi si chiama Grand Hotel Majestic, i bolognesi amano chiamarlo ancora “il Baglioni” e al compleanno dei 100 anni continua ad essere un fiore all’occhiello della città.