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Gli immigrati dei secoli scorsi
 Marco Poli (del 23/08/2012 alle 10:46:11, in Articoli, visitato 1193 volte)
Dal 1116, quando ebbe origine il Comune di Bologna, prese avvio anche una fase di sviluppo economico che nell’arco di 150 anni avrebbe portato Bologna ad essere una delle prime città d’Europa.
Nel 1116 Bologna era una città di poche migliaia di abitanti, ma nella seconda metà del Duecento aveva già superato quota 50.000, al punto che fu necessario ampliare lo spazio urbano per ben due volte: mezzo secolo dopo aver costruito la cerchia del Mille, fu deciso di realizzare una terza cerchia che avrebbe racchiuso un’area di 418 ettari con un’espansione quasi quadruplicata rispetto alla precedente.
Questo fortissimo incremento demografico fu dovuto, soprattutto, all’ingresso non clandestino, bensì voluto e ricercato, di immigrati da altre città. Ad esempio, nel 1230 il Comune predispose un bando per attirare lavoratori ed imprenditori del settore tessile: in esso si prometteva la concessione di un prestito di lire 50 a tasso zero rimborsabile in 5 anni, l’alloggio gratuito per 8 anni, la licenza di commercio al minuto della merce prodotta da loro stessi, un contributo in denaro per poter acquistare gli attrezzi da lavoro, l’esenzione da ogni imposta per la durata di 15 anni; le uniche condizioni richieste erano quelle di svolgere il servizio militare qualora necessario e di abitare a Bologna per almeno 20 anni. L’esito fu positivo in quanto si trasferirono a Bologna ben 150 famiglie.
Furono diverse le iniziative di questo tipo e non deve stupire se si formarono la compagnia dei Lombardi e quella dei Toschi che aggregavano oltre 1000 associati. Ancora oggi, basta consultare l’elenco telefonico degli abbonati di Bologna per scoprire una quantità di cognomi che rivelano la città d’origine delle persone: Veronesi, Mantovani, Lombardi, Toschi, Milanesi, Ferraresi, Fiorentini, Genovesi, Cremonini, Bresciani, Reggiani, Romagnoli, Romani… : erano questi gli immigrati di otto secoli fa.