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San Ruffillo o San Raffaele?
 Marco Poli (del 05/09/2012 alle 21:32:14, in Articoli, visitato 1765 volte)
Molti bolognesi lo chiamano “San Rafél”, come se si trattasse di San Raffaele, equivoco nel quale caddero anche nei secoli precedenti; invece il Santo si chiama Ruffillo e una vasta zona di Bologna (già Quartiere) prende il nome da questo Santo, cui è intitolata una ultra millenaria chiesa che esiste nonostante le numerose vicissitudini, ultima delle quali il bombardamento del 12 ottobre 1944 che la distrusse. Fu ricostruita e dal 1956 riprese in pieno le funzioni di parrocchia e realizzò accanto anche un cinema e un asilo. Ma chi era questo Santo che si chiamava Ruffillo? Secondo la tradizione, nacque ad Atene nel 292. Nel 330 papa Silvestro lo consacrò vescovo e gli affidò la cura della città di Forlimpopoli di cui divenne il primo vescovo e dove operò fino alla morte giunta, all’età di 90 anni, il 18 luglio dell’anno 382. La leggenda narra che il vescovo Ruffillo assieme al vescovo di Forlì Mercuriale combatterono contro un terribile drago che si era insediato a Forlimpopoli e che minacciava i cittadini. Ma i due vescovi ingaggiarono una strenua lotta ed ebbero il sopravvento: uccisero il drago e lo gettarono in un pozzo profondo fra la gioia della popolazione che iniziò a considerarli e venerarli come Santi. E’ evidente che la leggenda, assai efficace per l’epoca, intendesse nascondere un secondo e più credibile significato, cioè quello della lotta dei vescovi contro il mostro rappresentato dalla idolatria e dal paganesimo assai diffusi anche nelle campagne della Romagna. Furono i monaci benedettini di S. Stefano, proprietari di vaste aree nella zona, ad erigere la prima chiesetta intitolata a Ruffillo: di questa prima chiesa si ha documentazione dall’anno 996. Il culto di San Ruffillo fu assai diffuso nelle città della Romagna e continua ad esserlo nella città di Forlimpopoli di cui è patrono e dove, nella Basilica a lui intitolata, sono conservate le sue spoglie.