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120 anni fa, l'istituzione della Camera del Lavoro su iniziativa delle Societą Operaie
 Marco Poli (del 12/06/2013 alle 16:39:12, in Articoli, visitato 1323 volte)
Il 19 marzo 1893 i bolognesi videro affisso lungo le vie della città un manifesto che annunciava l’avvenuta istituzione anche a Bologna, “al pari delle altre grandi città”, della Camera del Lavoro “istituita dalle Società Operaie della città e provincia di Bologna col concorso del Municipio, della Provincia e della Banca Popolare”, quest’ultima, “creatura” della Società Operaia.
Il manifesto, inoltre, conteneva la convocazione di un’assemblea da tenersi nella Sala dei Notai il 26 marzo, durante la quale sarebbero state illustrate le finalità e le attività della nuova Camera del Lavoro.
Tuttavia, già nel manifesto erano descritti gli scopi della Camera del Lavoro: “organizza gli operai in gruppi d’arte e mestiere, agevola il collocamento ai disoccupati, facilita la conciliazione e la soluzione delle controversie che possono sorgere fra operai e imprenditori riguardo al salario, all’orario ed in genere alle condizioni del lavoro; favorisce ed eccita la formazione ed il progresso di tutte le forme di associazioni di mutuo soccorso e cooperative”. Infine, la Camera del Lavoro si proponeva di promuovere “scuole professionali d’arte e mestieri” e studi e ricerche sui temi del lavoro e della produzione.
La manifestazione nel palazzo dei Notai veniva a sancire ufficialmente la costituzione della Camera del Lavoro che era avvenuta il 22 gennaio dello stesso anno presso la sede della Società Operaia in via Cavaliera, 22 (oggi via Oberdan) dove si erano riunite 25 società di arti e mestieri, operaie e di mutuo soccorso.
Dal 22 gennaio erano poi aumentate le adesioni da parte di altre associazioni, al punto che il manifesto del 19 marzo era sottoscritto da 34 associazioni.
Dal primo giugno 1893 la Camera del Lavoro ebbe come prima sede i locali della Società Operaia di via Cavaliera, 22.
A 120 anni di distanza, il fine di lottare per il lavoro e contro la disoccupazione resta intatto.