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90 anni fa, la prima pietra dello Stadio Comunale
 Marco Poli (del 04/06/2015 alle 13:45:46, in Articoli, visitato 1115 volte)
Il prossimo 12 giugno cade il 90° della posa della prima pietra dello Stadio Comunale.
Il progetto di costruire una “città dello sport” fu ideato da Leandro Arpinati, il leader del fascismo bolognese. Era ben consapevole che la spesa per realizzare il progetto sarebbe stata fuori dalla portata dell’amministrazione comunale: pensò quindi di mobilitare il Partito Nazionale Fascista (PNF) affidandogli la campagna di raccolta fondi su base volontaria, fissando in lire 1.000 l’offerta minima per aziende e cooperative.
Il denaro fu raccolto e il progetto del nuovo complesso sportivo, che prevedeva la realizzazione di stadio, antistadio, piscine e campi da tennis su un’area di 125.000 mq., fu affidato da Arpinati al giovane ingegnere Eugenio Costanzini. Durante i lavori furono rinvenute 9 tombe etrusche e recuperate 6 stele di arenaria. Le vasche delle piscine furono scavate a mano con le vanghe.
Il 12 giugno 1925 alla presenza del Re vi fu la cerimonia della prima pietra ed i lavori ebbero inizio: in meno di due anni furono completati.
Il 31 ottobre 1926 Benito Mussolini inaugurò lo stadio più grande d’Europa, fiore all’occhiello dell’Italia sportiva fascista al quale fu imposto il nome di Littoriale.
Il 29 maggio 1927 l'impianto – che nel frattempo il PNF aveva donato al Comune- fu inaugurato con l'incontro tra le Nazionali di Italia e Spagna (2-0); il 6 giugno fu disputata la prima partita del campionato che si concluse con la vittoria del Bologna sul Genoa per 1-0: la prima rete nel nuovo stadio fu segnata dal molinellese Giuseppe Martelli. Il 26 giugno 1927 la fiera di Bologna iniziò a svolgersi nel nuovo stadio che ospitò altre manifestazioni.
Nel 1945, dopo la Liberazione, lo stadio fu denominato Stadio Comunale e il 14 ottobre si giocò la prima partita (Bologna-Modena 2-2). Il 3 giugno 1984 prese il nome di Stadio Dall’Ara in onore del grande Presidente Renato Dall’Ara.