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Il "mitico" ristorante Lamma ("Carlino", 1 aprile 2008)
 Marco Poli (del 02/04/2008 alle 14:34:58, in Cose d'altri tempi - Rubrica del Resto del Carlino, visitato 7729 volte)
Chi ha più di 30 anni non può non ricordare la birreria ristorante Lamma, in via de’ Giudei 4, ed averne nostalgia. Pochi sanno, però, la storia di quel locale. Fu inizialmente (fine ‘200) della famiglia dei Garisendi, quelli della torre; poi passò a Romeo Pepoli, futuro Signore di Bologna.
Dal ‘600 in poi l’immobile fu utilizzato da confraternite: prima vi si stabilì un gruppo di vedove che non intendeva né risposarsi, né monacarsi, ma solo pregare; poi fu la volta di una confraternita maschile che svolgeva assistenza ai malati e ai carcerati.
Lì costruirono, proprio dove poi fu aperta la sala da pranzo del ristorante Lamma, la piccola chiesa di S. Gabriele.
In epoca napoleonica, la chiesa fu trasformata in teatro da Filippo Coralli che vi presentò spettacoli “da eseguirsi con automi”, cioè con marionette.
Nel 1834 Giuseppe Lamma acquistò l’immobile per impiantarvi una fabbrica di birra: poi, oltre a vendere birra, servì il caffè e infine allestì una trattoria. Alla sua morte, l’attività fu proseguita dai figli che, nel 1883, cessarono la produzione di birra mantenendo solo quella di trattoria.
Quando i Lamma cedettero l’attività negli anni Venti del XX secolo, subentrò una società di Venezia che proseguì l’attività fino alla lacrimata chiusura.