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La mortadella: un cibo da signori! ("Carlino", 8.4.2008)
 Marco Poli (del 10/04/2008 alle 18:57:43, in Articoli, visitato 1780 volte)
E’ opinione diffusa che la mortadella ed il salame siano cibi per tavole povere, mentre su quelle dei ricchi c’è il prosciutto o il culatello. Oggi è così, ma qualche secolo fa era esattamente il contrario.
Ne abbiamo la prova inconfutabile in un bando del Comune di Bologna del 21 dicembre 1614, che conteneva le norme relative ai prezzi di alcuni generi alimentari: il bando fu emanato per garantire ai forestieri e ai pellegrini, che sarebbero passati da Bologna in occasione dell’Anno Santo, di non essere vittime di profittatori pagando prezzi altissimi per vitto e alloggio.
Il bando conteneva la tabella dei prezzi massimi da applicarsi ai forestieri: il prosciutto doveva essere venduto a non più di 4 bolognini per ogni libbra (pari a 362 grammi), il salame a 12 e la mortadella a ben 14 bolognini!
Dunque, la mortadella costava quasi il triplo del prosciutto.
Le ragioni vanno ricercate nei costi di produzione, scesi quando la produzione passò da artigianale a industriale.
Un’altra ragione va ricercata nella fama che aveva acquistato: la ricevettero in dono importanti personaggi, la propagandarono gli studenti stranieri nei loro paesi, ne fu promotore involontario a Roma Prospero Lambertini quando divenne Papa.
Non per nulla fu chiamata “la Bologna”.