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Solo uomini a Capodanno. "Carlino", 19.12.2008
 Marco Poli (del 21/12/2008 alle 10:28:48, in Cose d'altri tempi - Rubrica del Resto del Carlino, visitato 3176 volte)
Perché mai, ancora oggi, c’è chi ritiene che incontrare una donna (o parlare al telefono con una donna) il primo giorno dell’anno “porta male” ed è di cattivo auspicio per l’anno che va ad iniziare?
Si tratta di una delle tante tradizioni popolari, non solo bolognesi, che hanno lontane e profonde radici. E come tutte le tradizioni, anche questa ha spiegazioni non certe, non documentate, ma probabili e verisimili.
L’attesa del nuovo anno è sempre stata legata alle speranze di una vita migliore: più fortuna, più ricchezza, buona salute. Ma per le donne non sposate, in passato, quella del matrimonio non era solo una speranza, ma una vera e propria ragione di vita, il raggiungimento di uno “status” sociale.
Un tempo il matrimonio non era solo la felice conclusione di una storia d’amore: fra i requisiti per trovare marito vi era anche quello di avere la dote, senza la quale si rischiava di rimanere zitelle. Dunque, occorreva anche una dose di fortuna.
Perciò, se a Capodanno la prima persona che bussava alla porta o si incontrava per strada era un uomo, ciò era di buon auspicio per trovare marito. Se poi si incontrava una persona con la gobba (anche donna), era il massimo della fortuna. Al contrario, incontrare una donna, portava male; così come portava ancor peggio imbattersi in un prete.
Da questa tradizione ne derivò un’altra, ormai scomparsa da circa mezzo secolo: quella dei bambini maschi che il primo gennaio suonavano alla porta di casa per fare gli auguri. Ad essi si dava una moneta o un piccolo regalo (dolciumi, caramelle...). Ma anche questa usanza si ricollegava a quella originaria: infatti erano bambini e non bambine a presentarsi alla porta di casa per Capodanno!