\\ Home Page : Articolo : Stampa
Dove c'erano le monache
 Marco Poli (del 20/01/2010 alle 15:47:29, in Articoli, visitato 2181 volte)
I monasteri femminili a Bologna, dal ‘200 fino alla fine del ‘700, furono in numero sempre maggiore rispetto a quelli maschili. Nel ‘200 erano ventisei, e quando giunse Napoleone a Bologna erano 41, di cui 13 di terziarie, ed ospitavano quasi 2600 monache. I monasteri femminili e i beni immobiliari di loro proprietà occupavano un’area pari ad un sesto della superficie urbana.
Quella delle monache era una presenza silenziosa, quasi una non presenza: esse non uscivano dal monastero, come facevano i frati, per raccogliere offerte o per predicare, e ciò le rendeva “invisibili”, e spesso indigenti fino alla sofferenza.
Con le soppressioni napoleoniche e con quelle successive del Regno d’Italia del 1866, la gran parte dei monasteri femminili è scomparsa, spesso senza lasciare nemmeno le tracce della loro esistenza. Ad esempio, dove ore sorge il Mercato Coperto di via Ugo Bassi vi era il monastero di S. Gervasio e Protasio; il monastero di San Lorenzo, all’angolo fra via Castellata e via Castiglione, è ora un elegante edificio di abitazioni civili; il monastero di Santa Maria Nuova fu distrutto per costruire in quell’area la Manifattura Tabacchi di via Riva Reno; al posto del monastero dei Ss. Filippo e Giacomo, in via Lame, sorge un grande edificio che ha ospitato albergo e banca; il monastero di S. Maria Maddalena sorgeva fra via Galliera e via Indipendenza dove poi fu costruita l’Arena del Sole; il monastero della SS. Trinità, fra via S. Stefano e via Orfeo, non c’è più: ora è sorto un elegante albergo che si chiama “Il Convento dei fiori di seta”, un omaggio alle monache gesuate che lì vissero e che, per poter contare su qualche entrata, realizzavano fiori di seta di ottima fattura.